Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Accise sul gas naturale: uso industriale o uso civile?

22 Feb2012

Qual’è il criterio per stabilire se si è in presenza di utilizzo del gas naturale per usi industriali o per usi civili, in considerazione del diverso carico fiscale relativo alle accise applicabili per i due differenti usi?

L’art. 26 del Testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi, di cui al Decreto legislativo 26-10-1995, n. 504, nell’introdurre particolari disposizioni per il gas naturale, nei commi 2,3 e 4, fornisce indicazioni in merito alla distinzione fra uso industriale ed uso civile. Invero, la citata norma stabilisce che sono considerati compresi negli usi civili gli impieghi del gas naturale, destinato alla combustione, nei locali delle imprese industriali, artigiane e agricole, posti fuori dagli stabilimenti, dai laboratori e dalle aziende dove viene svolta l'attività produttiva, nonché alla produzione di acqua calda, di altri vettori termici o di calore, non utilizzati in impieghi produttivi dell'impresa, ma ceduti a terzi per usi civili.

La norma aggiunge che sono, tra l’altro, considerati compresi negli usi industriali gli impieghi del gas naturale, destinato alla combustione, in tutte le attività industriali produttive di beni e servizi e nelle attività artigianali ed agricole, nonché gli impieghi nel settore alberghiero, nel settore della distribuzione commerciale, negli esercizi di ristorazione, negli impianti sportivi adibiti esclusivamente ad attività dilettantistiche e gestiti senza fini di lucro, nel teleriscaldamento alimentato da impianti di cogenerazione che abbiano le caratteristiche tecniche indicate nella lettera b) del comma 2 dell'articolo 11 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, anche se riforniscono utenze civili. Si considerano, altresì, compresi negli usi industriali, anche quando non è previsto lo scopo di lucro, gli impieghi del gas naturale, destinato alla combustione, nelle attività ricettive svolte da istituzioni finalizzate all'assistenza dei disabili, degli orfani, degli anziani e degli indigenti.

La citata norma continua evidenziando che sono assoggettati all'aliquota relativa al gas naturale impiegato per combustione per usi industriali i consumi di gas naturale impiegato negli stabilimenti di produzione anche se nei medesimi vengono introdotte e depositate merci provenienti da altri stabilimenti, purché di società controllate o di società collegate con quella titolare della concessione ai sensi dell' articolo 2359 del codice civile, nonché i consumi relativi ad operazioni connesse con l'attività industriale.

La citata norma utilizza, in primo luogo, un concetto “fisico” per l’individuazione dell’uso civile del gas naturale, facendo riferimento ai “locali” che si trovano fuori dagli “stabilimenti, dai laboratori e dalle aziende”. A tal’ultimo riguardo, sorgono però alcuni interrogativi del tipo: lo stabilimento è costituito solo dalla parte dove avviene la produzione in senso stretto o anche dalla parte degli uffici dell’azienda? Nel concetto di “azienda” si fa riferimento allo stabilimento o anche, ad esempio, agli uffici ad essa connessi?

Nella risposta della Camera dei deputati 16-05-2007, n. 5-01034, in relazione all’applicabilità o meno dell’aliquota di accisa ridotta, per uso industriale, al gas naturale utilizzato per il riscaldamento dell'abitazione del custode di un albergo, è stato evidenziato che si considerano compresi negli usi industriali le utilizzazioni del gas metano relative non solo a tutto il complesso di prestazioni che vengono effettuate ai fini produttivi, ma anche alle attività “connesse” con l’attività produttiva.

Nel caso specifico, è stato evidenziato che ciò che è rilevante ai fini dell'applicazione dell'aliquota ridotta è la “connessione” dell’attività di custodia con l'attività alberghiera, la destinazione dei locali ad abitazione del custode, nonché l'ubicazione dei medesimi locali nell'ambito della struttura alberghiera.

Nella Circolare Min. Fin. Dip. Dog. Dir. Centr. Produzione 03-04-2000, n. 64/D-IV-151400 – è stato sottolineato che debbono considerarsi compresi negli usi industriali non solo gli impieghi di gas metano negli impianti sportivi propriamente detti, ma anche gli utilizzi del predetto combustibile in tutte quelle strutture (docce, locali adibiti a spogliatoio, uffici amministrativi, eccetera) annesse al predetto impianto.

Nella Risoluzione Agenzia Dogane 14-06-2004, n. 1/D si evidenzia che è stato ammesso il riconoscimento della più favorevole aliquota per "usi industriali" anche rispetto ad utilizzazioni di gas metano relative non solo al complesso di prestazioni effettuate a fini produttivi, ma anche ad attività connesse purché svolte in locali ubicati all'interno del recinto delle imprese (cd. criterio del recinto aziendale). L'Avvocatura Generale dello Stato ha espresso in merito il proprio avviso con parere n. CS 44023/03 Sez. 3 del 12 febbraio 2004 chiarendo che la ratio della distinzione, operata dall'art. 26, comma 1, nota 1, del D.Lgs. n. 504/1995, tra locali posti all'esterno e all'interno degli "stabilimenti" in cui ha luogo l'attività produttiva va individuata nella necessità, ai fini del trattamento fiscale più favorevole, che ricorra una stretta connessione tra l'utilizzazione del prodotto tassato e l'esercizio concreto dell'attività imprenditoriale.

In tal senso, la norma richiamata deve considerarsi di stretta interpretazione, al fine di evitare che il trattamento impositivo ordinario venga eluso con facilità attribuendo il carattere dell'accessorietà a "beni organizzati" in maniera autonoma e dunque sostanzialmente estranei alla struttura aziendale principale. L'Avvocatura, inoltre, contemperando le formulazioni espresse dalla nuova legislazione con i concetti generali d’impresa e azienda espressi dal codice civile rispettivamente agli artt. 2082 e 2555 ha sottolineato il fatto che il vincolo tra i beni aziendali è dato dalla loro destinazione funzionale a costituire lo strumento dell'attività d'impresa, mentre non va dato rilievo alla mera vicinanza materiale dei beni medesimi. Il citato organo legale ha ritenuto, infatti, che l'applicazione dell'aliquota "usi industriali" non può negarsi allorché le strutture in cui vengono erogati servizi alberghieri accessori, ancorché separate dalla struttura principale, abbiano un vincolo di destinazione esclusiva e riservata per i clienti dell'albergo.

Pertanto, tenuto conto del suesposto orientamento espresso dall'Avvocatura Generale dello Stato, l’Agenzia delle Dogane, nel caso specifico di attività connesse con quella alberghiera, ha ritenuto che, rispetto agli impieghi del gas metano effettuati per lo svolgimento di attività, svolte al di fuori del recinto aziendale, possa ammettersi l'applicazione della più favorevole ed eccezionale aliquota "usi industriali", in luogo di quella ordinaria per "usi civili", previo il rigoroso accertamento della sussistenza di un vincolo di destinazione esclusiva e riservata, tra l'attività principale e quella connessa.

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