Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Servizi acquistati da imprese nei confronti di ONLUS

06 Feb2012

Alla luce del regime di sostanziale favore riconosciuto alle ONLUS dalla normativa fiscale vigente, si ritiene opportuno svolgere qualche breve riflessione soprattutto con riferimento alle imprese commerciali che si avvalgono dei servizi forniti dalle ONLUS medesime, servizi che dovrebbero essere "connessi" all'attività istituzionale di tali organismi.

Il tutto in quanto le ONLUS potrebbero prestarsi facilmente, in linea di principio, allo svolgimento di operazioni elusive e di turbativa del mercato.

Sono considerate ONLUS (organizzazioni non lucrative di utilità sociale), gli enti associativi i cui statuti o atti costitutivi, redatti nella forma dell’atto pubblico e della scrittura privata autenticata o registrata prevedano espressamente lo svolgimento di attività in uno o più di settori, indicati dalla norma vigente, fra cui l’assistenza sociale e socio sanitaria, nonché l’assistenza sanitaria.

Le ONLUS devono prevedere espressamente nell’atto costitutivo o nello statuto l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale; il divieto di svolgere attività diverse da quelle sopra ricordate ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse; il divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione; l’obbligo di redigere il bilancio o rendiconto annuale; la disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo.

Le ONLUS, per essere tali, devono svolgere la loro attività nei confronti di persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.

Le ONLUS possono svolgere la loro attività anche per soggetti diversi dalle persone svantaggiate, ma per attività per così dire “connesse”. Le attività connesse, destinate al reperimento di fondi necessari per finanziare le attività istituzionali, sono attività oggettivamente analoghe a quelle istituzionali, dalle quali tuttavia si differenziano in quanto possono indirizzarsi a beneficio di chiunque, non sussistendo per esse alcun vincolo di destinazione. Le attività connesse sono assoggettate a due condizioni stringenti: a) devono interessare gli stessi settori economici oggetto delle attività statutarie o istituzionali; b) i relativi proventi non devono superare il 66 per cento delle spese complessive.

Lo svolgimento di attività “connesse” oltre i predetti limiti comporta la perdita della qualifica di ONLUS.

Alla luce di quanto sopra, si ritiene opportuno suggerire che le imprese commerciali che si rivolgono ad ONLUS per l’espletamento di servizi, procedano ad accertarsi, preventivamente e nel continuo, della sussistenza dei requisiti di cui sopra, chiedendo, ad esempio, alle ONLUS medesime l’attestazione di iscrizione presso l’anagrafe unica gestita dalla Direzione Ragionale dell’Agenzia delle Entrate e/o l’attestazione che le medesime non solo hanno i requisiti richiesti dalla legge, ma rispondono ai parametri propri delle operazioni “connesse”.

Con specifico riferimento alle ONLUS autorizzate al trasporto di malati o feriti, si evidenzia che ai fini dell’applicazione dell’esenzione dell’i.v.a., di cui al n. 15, ex art. 10 D.P.R. 633/72, sarà necessario che le ONLUS interessate siano titolari delle necessarie autorizzazioni al trasporto rilasciate dagli enti competenti.

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