Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Gestione del credito annuale IVA

02 Mar2012

Il “credito”, come a tutti ben noto, sta ormai diventando un problema cruciale per la vitalità delle aziende. Il termine “credito” va inteso nella sua ampia accezione e quindi con riferimento al credito erogabile dal sistema bancario, al credito vantato nei confronti della clientela, al credito vantato nei confronti della pubblica amministrazione. In tal’ultima categoria si inseriscono anche i crediti nei confronti dell’Erario, che spesso risultano essere recuperabili in tempi non sempre brevi.

Con la presente nota, si vuol fornire una sintetica informativa sulle varie possibilità offerte dalla normativa vigente volte a far recuperare il credito annuale IVA.

Detrazione su IVA a debito Senza alcun vincolo d’importo ed ancor prima di presentare la dichiarazione annuale IVA, il credito annuale IVA, relativo ad un periodo d’imposta, può essere utilizzato in detrazione dell’IVA a debito che viene a formarsi nel corso del periodo d’imposta successivo a quello di formazione del credito stesso (cosiddetta compensazione verticale).

Compensazione con altre imposte Il credito IVA annuale può essere compensato con altre imposte o contributi (cosiddetta compensazione orizzontale). Il credito annuale o periodico IVA, per importo uguale o inferiore ad Euro 10.000 annui, può essere compensato anche prima della presentazione della dichiarazione annuale IVA da cui emerge il credito stesso.

Il credito annuale o periodico IVA, per importi superiori ad Euro 10.000 annui, può essere compensato a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale IVA da cui il credito stesso emerge, utilizzando obbligatoriamente i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Il decreto legge in materia di semplificazioni tributarie pubblicato in G.U. in data odierna, riduce il suddetto tetto ad Euro 5.000 annui, rinviando l’applicabilità della nuova misura ad apposito provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate. Il credito annuale o periodico IVA, per importi superiori ad Euro 15.000 annui, può essere compensato a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale IVA da cui il credito stesso emerge. In quest’ultimo caso è previsto l’obbligo di far apporre il visto di conformità da parte di un soggetto abilitato, oltreché l’obbligo di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Va tenuto presente che il credito annuale IVA può essere compensato fino all’importo annuo di Euro 516.456,90, importo elevato ad Euro 1.000.000= per i soggetti che nell’anno precedente hanno effettuato operazioni in “reverse charge” in relazioni a subappalti nel settore dell’edilizia, per almeno l’80Artica52zz del volume degli affari.

Cessione nell’ipotesi di consolidato nazionale I soggetti che partecipano al consolidato fiscale nazionale possono cedere tutto o parte del credito annuale IVA, per la compensazione con l’IRES dovuta dalla consolidante, nel limite annuale di Euro 516.456,90, ai sensi dell’art. 7, comma 1, lett. b), del Decreto 9 giugno 2004.

Rimborso Il credito annuale IVA può essere altresì chiesto a rimborso, in presenza di determinate fattispecie, di cui agli artt. 30 e 34 comma 9, D.P.R. 633/72, presentando l’apposito quadro VR nella dichiarazione annuale.

Società di comodo Particolare attenzione va posta alle società cosiddette “non operative” o “di comodo”, ex art. 30, legge 23 dicembre 1994 n. 724, tenendo conto altresì della recente fattispecie di “società di comodo” prevista per le società che presentano perdite fiscali per tre esercizi consecutivi, ovvero che nel triennio presentano due periodi d’imposta in perdita ed uno con un utile inferiore al reddito minimo determinabile applicando i coefficienti del suindicato articolo di legge. Tale attenzione è necessaria, visto che per tali tipi di società è prevista la non richiedibilità a rimborso, la non compensabilità del credito, fino a raggiungere alla possibilità di perdita del credito stesso.

In conclusione, si evidenziano i seguenti punti:
- i soggetti che alla data odierna intendano compensare il credito IVA, relativo all’annualità 2010, per importo pari o inferiore ad Euro 10.000, prima della presentazione della dichiarazione IVA, relativo a detto periodo di imposta, è opportuno che si affrettino ad effettuare tale compensazione, prima che tale importo venga ridotto ad Euro 5.000, come sopra evidenziato, non essendo ben chiara quale decorrenza porrà l'emanando provvedimento;
- I soggetti che hanno i requisiti per applicare il regime del consolidato fiscale nazionale è opportuno che valutino l’opportunità di aderire a detto regime, tenendo in debito conto anche la possibilità che tale regime offre di cedere in tutto in parte il credito IVA alla controllante, per la compensazione con l’IRES dovuta dalla controllante medesima;
- I soggetti ai quali si applica la nuova fattispecie di società “non operativa”, devono valutare attentamente la loro posizione, viste le pesanti ripercussioni che tale normativa viene ad avere in termini di recuperabilità del credito IVA medesimo.

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