Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Cessionario inglese di beni senza numero VAT

23 Apr2012

Nella quotidianità ci si trova di fronte a vari casi che non sempre appaiono di immediata soluzione.

Il caso che viene qui esposto fa riferimento ad un’azienda cessionaria di beni, residente in Inghilterra, la quale, non raggiungendo una determinata soglia di fatturato, non ha chiesto, per norma interna inglese, un numero VAT.

Ci si domanda come si debba comportare in tal caso l’azienda cedente italiana, ai fini della normativa IVA.

L’art. 41 del D.L. 30-08-1993, n. 331 - Armonizzazione della disciplina dell'imposta sul valore aggiunto – stabilisce, tra l’altro, che costituiscono cessioni non imponibili le cessioni a titolo oneroso di beni, trasportati o spediti nel territorio di altro Stato membro, dal cedente o dall'acquirente, o da terzi per loro conto, nei confronti di cessionari soggetti d’imposta, mettendo quindi in evidenza che il cessionario residente in altro Paese UE, deve essere soggetto d’imposta.

Nella Circolare Agenzia Ent. Dir. Centr. Normativa 21-06-2010, n. 36/E – al quesito “Quali sono gli obblighi dei soggetti passivi d'imposta italiani che intrattengono rapporti commerciali con operatori di altri Stati membri rientranti nel regime giuridico delle piccole imprese”, l’Agenzia medesima ha risposto che il soggetto passivo d'imposta italiano (IT1) che cede beni ad un operatore di altro Stato membro sottoposto al regime delle piccole imprese, effettua una cessione intracomunitaria, per la quale l'imposta è dovuta nello Stato membro di destinazione del bene. IT1, quindi, emette fattura senza addebito d'imposta (art. 41 del D.L. n. 331/1993) e compila l'elenco delle cessioni intracomunitarie di beni.

Alla luce di quanto sopra esposto, nel presupposto che un’operazione di compravendita tra operatori di Stati membri non può non rimanere incisa dall’imposta sul valore aggiunto, nel caso specifico, si è del parere che o il cliente inglese acquisisce volontariamente e preventivamente un numero VAT, procedendo in tal caso ad effettuare una normale operazione di compravendita intra-comunitaria, o il fornitore italiano sarà tenuto, diversamente operando, ad applicare l’IVA italiana sulla fattura di cessione di beni, trattandosi di un’operazione di cessione rilevante in Italia, nei confronti di un soggetto che non è soggetto passivo nel suo Paese.

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