Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Trattamento di fine mandato

16 Mag2012

Alla luce delle recenti modifiche apportate dall’art. 24, comma 31, D.L. n. 201/2011 (c.d. “Salva Italia"), al trattamento fiscale delle indennità di fine rapporto/mandato di cui all’art. 17, comma 1, lett. a) e c), TUIR, di importo superiore ad Euro 1.000.000=, si ritiene opportuno redigere una breve nota per chiarire, alla luce delle indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con Circolare n. 3/E del 28 febbraio 2012, il riferimento normativo al TFM corrisposto agli amministratori di società di capitali.

Il trattamento di fine mandato (TFM) è una somma corrisposta volontariamente dalle società agli amministratori come indennità per la conclusione del mandato amministrativo, somme che nella prassi si aggirano intorno ad un importo annuo del 20/30 per cento del compenso spettante per l’esercizio della carica di amministratore della società.

La citata norma modificativa, nel disporre che all’importo complessivamente eccedente euro 1.000.000 non si applica il regime di tassazione separata, ha stabilito altresì che la stessa si applica “in ogni caso a tutti i compensi e indennità a qualsiasi titolo erogati agli amministratori delle società di capitali”.

Tale ultimo inciso potrebbe, di per sé stesso, essere interpretato nel senso che tutti i compensi erogati agli amministratori delle società di capitali a titolo di TFM, indipendentemente dal loro importo, debbano essere assoggettati a tassazione ordinaria.

A tal riguardo, nel paragrafo 1.3. “Trattamento fine mandato, altre somme e valori” della citata circolare è stato opportunamente chiarito che anche nei confronti degli amministratori di società di capitali, la disposizione in esame si applica ai compensi e alle indennità in denaro e in natura, comprese eventuali “stock option”, che eccedono l'importo di euro 1.000.000.

Si ricorda, con l’occasione, che il trattamento di fine mandato, spettante in base a delibera agli amministratori di società, beneficia della tassazione separata in base all'articolo 17, lettera c), del Tuir, nella misura in cui il diritto all'indennità deriva da un atto di data certa anteriore all'inizio del rapporto amministrativo.

Nella maggior parte dei casi tale riconoscimento è previsto in sede di atto costitutivo o nella delibera assembleare di nomina dell’amministratore.

Al riguardo va segnalata una discutibile interpretazione fornita dall’Agenzia delle Entrate, tra l’altro contrastata da qualificata dottrina, secondo la quale la deducibilità per competenza degli accantonamenti in questione, sarebbe possibile soltanto nell’ipotesi in cui il diritto all’indennità risulti da un atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto, con la conseguenza che ove tale condizione non sia soddisfatta, la società possa dedurre il trattamento di fine mandato dell’amministratore in base al criterio di cassa ovvero nel periodo d’imposta in cui avviene il relativo pagamento.

Al fine di evitare contestazioni da parte dell’Agenzia delle entrate, con riferimento al periodo di imposta di detrabilità dell’accantonamento da parte della società, si ritiene opportuno che si adotti l’accorgimento di predisporre l’atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto, non solo per usufruire del regime di tassazione separata per l’indennità erogata nei nuovi limiti di norma, ma anche per portare in detrazione il relativo accantonamento negli esercizi in cui lo stesso viene effettuato contabilmente.

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