Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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IMU - terreni montani e collinari

14 Giu2012

A distanza di pochi giorni dalla data in cui dover effettuare il pagamento del primo acconto IMU, diverse sono le incertezze che purtroppo si incontrano nel determinare la base imponibile sulla quale applicare le aliquote IMU, nonostante la recente circolare n. 3/2012/DF, emanata dal Ministero dell’Economia e Finanze.

In relazione ai terreni situati in Comuni montani o collinari, individuati dal Ministero delle Finanze con circolare n. 9 del 14 giugno 1993, alcuni commentatori sostengono che per tali terreni, se non posseduti da imprenditori agricoli, non si potrebbe usufruire dell’esenzione dall’IMU.

L’impostazione di non applicabilità dell’esenzione a terreni siti in detti Comuni, posseduti da soggetti non imprenditori agricoli, nascerebbe dal fatto che l’art. 13, comma 2, del D.L. n. 201 del 6-12-2011, ha posto quale presupposto impositivo il possesso a tutto campo di “immobili” e non solo quindi di fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli, come avveniva con la superata normativa ICI.

Poiché la norma agevolativa richiamata e precisamente l’art. 7, comma 1, lettere h), del decreto legislativo n. 504 del 1992, individua i terreni agricoli esenti, in quelli sui quali vengono svolte le attività agricole di cui all’art. 2135 c.c., che consistono nella coltivazione del fondo, nella selvicoltura, nell’allevamento di animali e nelle attività connesse, in virtù della suddetta interpretazione, ne deriverebbe la tassabilità IMU dei terreni che, seppure agricoli, non sono adibiti alle attività sopra richiamate da parte di imprenditori agricoli.

A mio avviso, la norma esonerativa nel rinviare ai terreni adibiti all’esercizio delle attività indicate nell’art. 2135 c.c., ha voluto individuare la tipologia del terreno e non anche il carattere di imprenditorialità agricola sullo stesso svolto e pertanto dovrebbero essere esenti da IMU tutti i terreni, che non siano edificabili, ricompresi nella suindicata circolare ministeriale.

In Umbria, tra gli altri, sono individuati nella citata circolare, Comuni come Assisi, Foligno, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Gubbio, Montefalco, Perugia, Valfabbrica.

Vista la rilevanza del problema, si rende opportuno un tempestivo ed ufficiale chiarimento.

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