Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Lettera d'intenti da esportatori abituali

05 Giu2012

Recentemente è stata modificata la normativa che prevede l’obbligo per il cedente di beni o il prestatore di servizi di comunicare all'Agenzia delle entrate i dati contenuti nelle dichiarazioni di intento ricevute dai propri clienti, cosiddetti esportatori abituali, prima dell’effettuazione dell’operazione di cessione o prestazione, al fine di non applicare l’IVA sulle operazioni da effettuarsi.

Il testo ora vigente prevede che tale trasmissione telematica venga effettuata, dal cedente i beni o dal prestatore del servizio, entro il termine di effettuazione della prima liquidazione periodica IVA, mensile o trimestrale, nella quale confluiscono le operazioni realizzate senza applicazione dell'imposta.

E’ questo un adempimento che deve aver ben presente chi effettua cessioni di beni o prestazioni di servizi nei confronti di clienti che hanno inviato la lettera d’intenti, in quanto pesanti sono le sanzioni previste dalla normativa vigente, in caso di omissione della suddetta trasmissione telematica.

Le norme che disciplinano le sanzioni in materia d’imposta sul valore aggiunto prevedono infatti una sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento dell’imposta in capo al cedente o al prestatore che omette di inviare, nei termini previsti, la suddetta comunicazione o la invia con dati incompleti o inesatti.

A tal riguardo va segnalato che l’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 41/E del 26-09-2005 ha espressamente riconosciuto la possibilità di applicare l’istituto del ravvedimento operoso al caso specifico dell’omessa o errata comunicazione della dichiarazione d'intento.

In particolare, nell'ipotesi in cui la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento di cui l'autore della violazione sia venuto a conoscenza, il cedente/prestatore può accedere all'istituto del ravvedimento, inviando per la prima volta la comunicazione, se omessa, o inviandola corretta, se errata, e versando la sanzione ridotta ad un ottavo del minimo entro il termine di un anno dalla omissione o dall'errore.

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