Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Ravvedimento operoso e proroga del termine di presentazione mod. 770/2012

28 Lug2012

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze con comunicato stampa di giovedì 26 luglio u.s. ha reso noto che, in virtù di apposito Decreto Presidente Consiglio Ministri, il nuovo termine per l’invio telematico del modello 770/2012 slitta dal 31 luglio 2012 al 20 settembre 2012.

Il 31 luglio u.s. sarebbe infatti scaduto il termine per la presentazione del Modello 770/2012 semplificato e del Modello 770 ordinario.

Tale proroga del termine di presentazione porta a riflettere sull’applicabilità dell’art. 13, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 472/97 - Ravvedimento operoso – il quale prevede che la sanzione è ridotta ad un ottavo del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall'omissione o dall'errore, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza.

Lo spostamento della suddetta scadenza dal 31 luglio 2012 al 20 settembre 2012 dovrebbe, di per sé stesso, trascinare quindi il differimento del termine per usufruire del ravvedimento operoso, per coloro che intendono sanare anomalie (ad esempio omessi o carenti versamenti) commesse nel 2011.

A tal riguardo, il citato DPCM non stabilisce nulla con riferimento al differimento del termine utile per eseguire il ravvedimento operoso, ma, seppure per una fattispecie non simile, con Risoluzione Agenzia Ent. Dir. Centr. Normativa e contenzioso 06-06-2007, n. 128/E – relativa allo spostamento dei termini di versamento e quindi non dei termini di presentazione della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate aveva espressamente detto che “Tale impostazione appare, del resto, coerente anche con i termini per regolarizzare, tramite ravvedimento operoso, gli omessi o carenti versamenti del saldo dovuto con riferimento alla dichiarazione dei redditi e dell'acconto dell'imposta sul reddito, ai sensi dell'art. 13, comma 1, lett. a), del D.Lgs. n. 472 del 18 dicembre 1997, secondo cui " la sanzione è ridotta ... ad un ottavo del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione ". Infatti, il termine dal quale computare i trenta giorni per regolarizzare la relativa violazione è rappresentato dal momento della commissione della violazione stessa che, come chiarito con la circolare n. 192/E del 23 luglio 1998, in caso di omesso versamento coincide con la scadenza del termine previsto per il pagamento.”

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