Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Modifiche alla normativa sulle spese per autovetture

01 Set2012

La recente Legge 28 giugno 2012 , n. 92 - Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita - all’art. 4, commi 72 e 73, modifica la normativa riguardante la detraibilità, ai fini dell’imposizione diretta e non anche dell’I.V.A., delle spese relative ai mezzi di trasporto a motore utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni.

Più precisamente, con le modifiche apportate all’art. 164 del D.P.R. 917/86, diventano deducibili le spese e le altre componenti negative relative alle autovetture utilizzate come beni strumentali nella misura del 27,5%, anziché nella misura del 40%, e per le auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta, nella misura del 70%, anziché nella misura del 90%.

Le suddette novità entrano in vigore a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di entrata in vigore della riforma del mercato del lavoro e di conseguenza per tutti i soggetti per i quali il periodo d’imposta coincide con l’anno solare, dal 2013.

Le suddette disposizioni producono i loro effetti nella determinazione degli acconti dovuti per il periodo di imposta di prima applicazione, dovendosi assumere nella determinazione degli acconti dovuti per il periodo di imposta di prima applicazione, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le nuove disposizioni.

Alla luce delle suddette modifiche normative, sarà opportuno riflettere sin da ora sulla opportunità di utilizzo delle autovetture di proprietà di dipendenti e collaboratori coordinati e continuativi, anziché sull’utilizzo ai autovetture di proprietà aziendale.

A tal riguardo, l’art. 95, commi 3 e 4 del TUIR, prevede che se il dipendente o il titolare del rapporto di collaborazione coordinata e continuativa è stato autorizzato ad utilizzare un autoveicolo di sua proprietà ovvero noleggiato al fine di essere utilizzato per una specifica trasferta, è consentito portare in deduzione dal reddito d’impresa un importo non superiore al costo di percorrenza o a quello risultante dall’applicazione delle tariffe di noleggio relative ad autoveicoli di potenza non superiore a 17 o 20 cavalli fiscali, rispettivamente se a benzina o con motore diesel.

Ai fini della quantificazione dei predetti costi di percorrenza, come previsto dalle istruzioni ai modelli dichiarativi, si deve fare riferimento alla media dei costi delle suddette autovetture appositamente calcolata dall’Automobile Club d’Italia ovvero, nelle ipotesi di noleggio, alla media delle tariffe di noleggio. L'Aci redige tabelle, consultabili sul sito internet www.aci.it sotto la rubrica "costi chilomterici", che permettono di elaborare sia l’ammontare dei costi da rimborsare ai proprietari degli autoveicoli stessi, tenendo conto della percorrenza effettiva relativa alle trasferte e del tipo di autoveicolo utilizzato dal lavoratore, sia della media dei costi relativi ad autoveicoli di potenza non superiore a 17 e 20 cavalli fiscali, rispettivamente se a benzina o a gasolio.

A tal riguardo si sottolinea che nell'individuare la fascia di chilometraggio esatto per effettuare il rimborso, bisognerebbe tener conto anche dei chilometri che vengono effettuati per motivi personali, in quanto gli stessi possono far modificare la fasce di riferimento ed inoltre è opportuno a fine esercizio verificare se i chilometri effettivamente effettuati con l'autoveicolo di proprietà siano quelli presi in considerazione con il pagamento dei rimborsi durante l'esercizio o se sia necessario effettuare un conguaglio. Per quanto riguarda la deducibilità in capo all'impresa, l'art. 95, co. 3, D.P.R. 917/1986 prevede testualmente la necessità di un'autorizzazione all'utilizzo dell'auto propria.

L'indennità chilometrica deve corrispondere a percorsi effettivamente compiuti e debitamente documentati. Ne consegue che sarà opportuno che la società predisponga una opportuna documentazione tale da evidenziare, per ogni singola trasferta, le relative spese e le motivazioni del viaggio, al fine di provare l’inerenza delle spese medesime.

Va rammentato che l'Agenzia delle Entrate, nella R.M. 16 luglio 2002, n. 232/E, ha escluso che i rimborsi spese chilometrici corrisposti al dipendente, in occasione delle trasferte effettuate all'interno del territorio comunale con la propria autovettura, possano essere assimilate alle spese di trasporto. Il chiarimento è utile, in quanto, qualora fossero riconosciute somme di denaro al dipendente per l'uso della propria autovettura privata (o per l'utilizzo di altro mezzo all'uopo noleggiato) all'interno del Comune, queste farebbero cumulo con gli altri redditi di lavoro.

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