Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Rating e Centrale Rischi

23 Nov2012

L’attuale complessa situazione economica generale, porta sempre più, imprenditori e consulenti d’azienda, a porre particolare attenzione agli aspetti di carattere finanziario.

Le scarse risorse finanziarie disponibili nel sistema, fanno si che il sistema bancario individui i soggetti a favore dei quali accordare la concessione di affidamenti, previa valutazione della rischiosità di ciascun soggetto richiedente.

Detta valutazione viene effettuata attraverso l’elaborazione ed attribuzione del cosiddetto “rating”.

Tre sostanzialmente sono i modelli di determinazione del “rating” di cui il sistema bancario si avvale:

- il “rating” andamentale interno e di sistema, determinato sulla base di informazioni inerenti il rapporto bancario nel suo complesso, rilevabili essenzialmente dalla Centrale Rischi bancari, nonché dall’esistenza di fatti pregiudizievoli;

- il “rating” quantitativo, determinato ricorrendo a modelli statistici alimentati da dati di bilancio e dichiarazione dei redditi;

- il “rating” qualitativo, determinato tenendo conto di informazioni di natura qualitativa, come “governance”, settore di appartenenza, mercato di operatività, previsioni economico-finanziaria di settore, etc..

I tre diversi indicatori di rating assumono peso diverso, in relazione alla dimensione assunta dall’azienda oggetto di valutazione.

Nelle piccole imprese con fatturato fino a 5 Milioni di Euro, il “rating” andamentale nel suo insieme assume ruolo predominante, rispetto al “rating” determinato sulla base di indicatori di bilancio.

Nelle medie imprese con fatturato compreso tra i 5 e i 50 milioni di Euro, il “rating” andamentale assume un ruolo di primo rilievo, ma accanto ad esso il “rating” quantitativo aumenta il suo peso di importanza rispetto alla precedente categoria di imprese.

Nelle grandi aziende con fatturato fino ad euro 500 Milioni di euro il “rating” andamentale assume un peso pressoché paritetico rispetto al “rating” quantitativo.

In relazione a quanto sopra, si capisce come sia molto importante per ciascuna azienda, monitorare con sistematicità le informazioni rilevabili presso la Centrale Rischi di Banca d’Italia, informazioni che influiscono appunto sulla formazione del “rating” andamentale.

A tal riguardo, si segnala che ciascuna azienda può accedere alla richiesta delle informazioni che la riguardano, in Centrale dei Rischi di Banca d’Italia, cliccando il seguente link: http://www.bancaditalia.it/servizi_pubbl/bicittadino/guida/info_archivi_CR.

L’esame attento della propria posizione nei confronti del sistema bancario, può essere utile per rilevare e gestire eventuali anomalie.

A volte, una diversa gestione dei propri comportamenti bancari potrebbe portare a migliorare il proprio “rating”.

Ad esempio, sarebbe molto importante:

- non sconfinare o non essere insolventi per un periodo maggiore di 90 giorni consecutivi;

- specificare che il pagamento venga imputato alla rata più vecchia, nel caso di pagamento di importi arretrati;

- evitare insolvenze/sconfini continuativi di oltre 180 giorni;

- se si può scegliere di sconfinare, farlo su linee di credito a revoca e non su linee di credito a scadenza,

- utilizzare linee di credito disponibili, anche eventualmente movimentando denaro tra diverse banche,

- alternare gli inadempimenti su diversi istituti,

- rinegoziazione tempestivamente gli affidamenti, mediante richiesta di aumento pari alla media degli sconfini dell’ultimo anno,

- distribuire l’anticipo di effetti di dubbia esazione su più istituti, in particolare su banche che concedono linee a revoca con capienza, sulle quali l’eventuale sconfino conseguente all’insoluto è meno penalizzante,

- anticipare il problema con la banca per iscritto per cercare di evitare la posizione in sofferenza,

- evitare l’utilizzo anomalo degli affidamenti, che come tale non sfugge al monitoraggio di sistema.

Da ultimo si rammenta che è particolarmente importante procedere a “quadrare” le risultanze di bilancio con i dati rilevabili da Centrale Rischi.

Ad esempio, il debito bancario di bilancio deve essere uguale al debito risultante da Centrale Rischi; l’importo di autoliquidante utilizzato dovrebbe essere in linea con l’importo dei crediti anticipati dal sistema bancario; gli impegni di firma dovrebbero corrispondere a quanto indicato nei conti d’ordine e/o in nota integrativa; le garanzie rilasciate dovrebbero ugualmente coincidere con i conti d’ordine o con quanto rilevato in nota integrativa; le operazioni “derivate” dovrebbero ugualmente trovare riscontro nei conti d’ordine e/o in nota integrativa, ed eventualmente nei fondo rischi; gli insoluti dovrebbero alimentare adeguatamente il fondo svalutazione dei crediti.

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