Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Sponsorizzazioni sportive

21 Nov2012

Ormai da tempo, alcuni Uffici di Agenzia delle Entrate stanno effettuando controlli sistematici su contratti di sponsorizzazione, cercando di contrastare la validità degli stessi con l’utilizzo della sottile arma dell’antieconomicità.

In altri termini, l’Agenzia delle entrate, al fine di recuperare materia imponibile, cerca di dimostrare che i contratti di sponsorizzazione non hanno il requisito della economicità, essendo i corrispettivi in essi previsti sproporzionati rispetto ai risultati economici conseguiti dalle imprese sponsor.

Alla luce di quanto sopra, è sempre più necessario curare l’aspetto formale e sostanziale della contrattualistica avente ad oggetto, soprattutto, sponsorizzazioni sportive.

La semplice esistenza di un regolare contratto e di un qualche supporto pubblicitario, può non essere sufficiente per sostenere, in fase di accertamento e contenzioso, la deducibilità dell’onere di cui al contratto di sponsorizzazione.

Occorre mettere in atto tutta una serie di accorgimenti che permettano, a tempo debito, di fornire prove certe al verificatore e/o al giudice tributario.

E’ opportuno che, in ottemperanza al contratto medesimo, la società sponsor, una volta determinato l’importo congruo per la sponsorizzazione medesima, evidenzi quale sia la finalità strategica della stessa, raccogliendo, nel durante, prove fotografiche e documentali in genere, finalizzate a “misurare” non solo la suddetta congruità, ma anche ad individuare la tipologia della potenziale clientela.

Con riferimento alle sponsorizzazione erogate alle associazioni sportive, si ricorda che in virtù della vigente disciplina di cui all’art. 90, comma 8, della L. 27 dicembre 2002, n. 289, costituiscono, per presunzione assoluta, spese di pubblicità volte alla promozione dell’immagine o dei prodotti del soggetto erogante, fino a un importo annuo complessivo di 200.000,00 euro, le spese sostenute a favore di determinati enti, associazioni e fondazioni, operanti nel settore dell’attività sportiva dilettantistica.

I corrispettivi erogati alle associazioni suddette devono necessariamente essere destinati alla promozione dell’immagine o dei prodotti del soggetto erogante.

L’associazione sportiva beneficiaria deve svolgere una specifica attività a favore dello sponsor.

Particolare attenzione va posta al fatto che le associazioni sportive dilettantistiche, devono essere riconosciute dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, ovvero da Enti di promozione sportiva.

In relazione a quanto sopra, si segnala che l'art. 7, D.L. 28 maggio 2004, n. 136, stabilisce che in relazione alla necessità di confermare che il CONI è l’unico organismo certificatore della effettiva attività sportiva svolta dalle società e dalle associazioni dilettantistiche, le disposizioni di cui al citato comma 8, dell'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, si applicano alle società ed alle associazioni sportive dilettantistiche che sono in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI, il quale trasmette annualmente all’Agenzia delle entrate, l'elenco delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi.

Dette associazioni sportive e con loro i soggetti sponsor dovranno avere pertanto cura che presso le rispettive Federazioni vengano iscritti non solo i team sportivi, ma anche e soprattutto le associazioni medesime, come tali, affinché queste risultino a loro volta iscritte nell’apposito registro che il CONI trasmette periodicamente all’Agenzia delle Entrate.

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