Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Contraente generale (general contractor) ed inversione contabile (reverse-charge)

20 Apr2013

Quesito.

Una società di costruzioni edili, operante con uno dei codici di cui alle categorie di attività elencate nella sezione F ("Costruzioni") della tabella di classificazione delle attività economiche ATECOFIN 2004 e svolgente attività statutariamente definita di “contraente generale” (cd. “general contractor”), acquisito contratto di costruzione di immobile strumentale nei confronti di committente soggetto passivo IVA, operante nel settore degli appalti privati (non pubblici), concede in subappalto la realizzazione dell’intera opera ad una società di costruzioni, anch’essa operante con uno dei codici di cui alla suddetta sezione F.

Sorge il dubbio se nel contratto di subappalto non debba applicarsi il sistema dell’inversione contabile di cui all’art. 17, sesto comma, lett. a), D.P.R. 633/72, in quanto rapporto intercorrente con “contraente generale”, o se invece alla prestazione di subappalto nel suo complesso debba applicarsi il sistema dell’inversione contabile (reverse charge), propria delle prestazioni di subappalto cui al citato art. 17, sesto comma, lett a), D.P.R. 633/72.

Risposta.

Il regime dell’inversione contabile è stato esteso dall'art. 35, comma 5, del decreto legge n. 223 del 2006, «alle prestazioni di servizi, compresa la manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l'attività di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell'appaltatore principale o di un altro subappaltatore». Successivamente, l’art.1, commi 162-163, della legge 244/2007, intervenendo in ordine all’applicazione dell'inversione contabile, con effetto dal 1° febbraio 2008, ha disciplinato l’esclusione dal meccanismo dell’inversione contabile per le «prestazioni di servizi rese nei confronti di un contraente generale a cui venga affidata dal committente la totalità dei lavori».

La norma così introdotta, al fine di modificare la precedente impostazione, non ha specificato espressamente se la figura del contraente generale sia quella disciplinata dal codice degli appalti pubblici, o se in detta figura rientri la più generale figura del contraente generale che esegue appalti di natura privata.

A tal riguardo va specificato che la figura del contraente generale trova espressa disciplina nel codice degli appalti pubblici di cui al D.Lgs. 12-4-2006 n. 163, in cui all’art. 176, “Affidamento a contraente generale”, individua le attività a cui lo stesso è tenuto ad adempiere, nello sviluppo del progetto definitivo e nelle attività tecnico amministrative occorrenti al soggetto aggiudicatore per pervenire all’approvazione dello stesso da parte del CIPE, ove detto progetto non sia stato posto a base di gara; nell’acquisizione delle aree di sedime; nella progettazione esecutiva; nell’esecuzione con qualsiasi mezzo dei lavori e alla loro direzione; nel prefinanziamento, in tutto o in parte, dell'opera da realizzare; nell’individuazione delle modalità gestionali dell'opera e di selezione dei soggetti gestori; nell’indicazione, al soggetto aggiudicatore, del piano degli affidamenti, delle espropriazioni, delle forniture di materiale e di tutti gli altri elementi utili a prevenire le infiltrazioni della criminalità, secondo le forme stabilite tra quest'ultimo e gli organi competenti in materia.

In presenza del regime normativo che prevedeva l’applicabilità dell’inversione contabile anche nei rapporti con il contraente generale da parte del subappaltatore, Agenzia delle entrate, in Risoluzione 05/07/2007 n. 155/E, aveva avuto modo di far riferimento alla figura del contraente generale facendo rinvio alla codificazione data dal nuovo Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al citato decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, facendo riferimento al combinato disposto degli artt. 173 e 176 di detto Codice, sottolineando in modo particolare che “il contratto di affidamento a contraente generale è una tipologia di contratto di appalto pubblico” e che “quindi, il general contractor, all'interno di tale schema contrattuale, assume il ruolo di appaltatore, con compiti e funzioni peculiari”. Tale soluzione interpretativa veniva espressa, in virtù della normativa al tempo vigente, per chiarire che il regime dell’inversione contabile era applicabile anche nei rapporti con il contraente generale.

Tale interpretazione dell’Agenzia delle Entrate è stata dalla medesima ribadita nella Risoluzione 28/03/2008 n. 111/E.

In tale senso appare molto interessante quanto affermato da Ance Brescia (in documento senza data) - che, in relazione alle numerose richieste di chiarimenti alla stessa pervenute, in ordine alla corretta qualificazione della nozione di contraente generale, seppure non appaia esattamente delineato l’ambito applicativo dell’esclusione dall’inversione contabile alla figura di contrente generale operante nel settore dei contratti privati, ha evidenziato che “In assenza di precisazioni ministeriali in materia, si ritiene rilevante quanto sostenuto nella relazione generale di accompagnamento alla disposizione che, nell’illustrare la modifica normativa, fa riferimento all’ipotesi di affidamento dei lavori ad “un contraente generale - che in base all’art.176, comma 7, del Codice dei contratti pubblici può eseguire i lavori direttamente oppure mediante ulteriore affidamento a soggetti terzi”, portando quindi “a ritenere che l’esclusione dall’inversione contabile sia circoscritta alle sole prestazioni rese nei confronti del contraente generale, specificatamente disciplinato dall’art.176 del D.Lgs. 163/2006, al quale venga affidata la totalità dei lavori.”.

Alla luce di quanto sopra, si è dell’avviso che alle fattispecie riguardanti il contraente generale operante nell’ambito di lavori privati, vada applicato il regime dell’inversione contabile, proprio in virtù del fatto che detto contraente generale non svolge tutte le funzioni previste dal codice dei contratti pubblici, a che invece è un vero e proprio appaltatore.

Ciò concludendo si suggerisce di evitare l’utilizzo in contratto della terminologia di contraente generale, rifacendosi più semplicemente alle fattispecie dell’appalto e del subappalto.

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