Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Società agricole - alcune utili puntualizzazioni

22 Mag2013

Proventi marginali derivanti da locazioni

L’art. 2 del D. Lgs. 29/03/2004 n. 99 stabilisce, tra l’altro, che la ragione sociale o la denominazione sociale delle società che hanno per oggetto sociale l'esercizio esclusivo delle attività di cui all' articolo 2135 del codice civile deve contenere l'indicazione di società agricola.

Il comma 1093 della finanziaria 2007 dispone che "Le società di persone, le società a responsabilità limitata e le società cooperative che rivestono la qualifica di società agricola ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, possono optare per l'imposizione dei redditi ai sensi dell'articolo 32 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni.

La disposizione del citato comma 1093 ha trovato attuazione con il regolamento adottato con D.M. 27 settembre 2007, n. 213 del Ministro dell'Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Nella circolare Agenzia delle Entrate 01/10/2010 n. 50/E, si ricorda che ai sensi del comma 2 dell'articolo 32 del TUIR "Sono considerate attività agricole, tra l’altro anche le attività di cui al terzo comma dell'articolo 2135 del codice civile, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione, ancorché non svolte sul terreno, di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, con riferimento ai beni individuati, ogni due anni e tenuto conto dei criteri di cui al comma 1, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze su proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali.

L’art. 36, comma 8, del D.L. 18/10/2012 n. 179, convertito in legge, è intervenuto opportunamente a specificare che non costituiscono distrazione dall'esercizio esclusivo delle attività agricole, la locazione, il comodato e l'affitto di fabbricati ad uso abitativo, nonché di terreni e di fabbricati ad uso strumentale alle attività agricole di cui all'articolo 2135 del c.c..

La norma citata sottolinea che i ricavi derivanti dalla locazione o dall'affitto devono essere marginali rispetto a quelli derivanti dall'esercizio dell'attività agricola esercitata, specificando ulteriormente che dette componenti di ricavo si considerano marginali qualora il loro ammontare non superi il 10 per cento dell'ammontare dei ricavi complessivi.

Durata del regime opzionale

Agenzia delle Entrate – in Circolare 03/05/2013 n. 12/E - abrogazione della tassazione su base catastale delle società agricole (art. 1, commi 513 e 514) – ricorda (discutibilmente a mio avviso) che a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2013, non possono più essere esercitate le opzioni summenzionate.

Pertanto, in virtù di tale chiarimento, nella prossima dichiarazione IVA 2013, relativa al periodo d’imposta 2012, sarà possibile effettuare l’ultima opzione per il regime facoltativo di tassazione in base a reddito agricolo per le società agricole che ovviamente possiedono i necessari requisiti.

Sulla base del tenore letterale del comma 513, tuttavia, le opzioni già esercitate ai sensi dei predetti commi 1093 e 1094 perdono efficacia a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2014 (dal 2015 per i soggetti con periodo d'imposta coincidente con l'anno solare).

In altri termini, per i contribuenti che hanno esercitato le opzioni summenzionate resta valida la possibilità di determinare, per il periodo transitorio precedentemente indicato, il reddito imponibile sulla base dei predetti regimi catastale e forfetario.

Tali soggetti dovranno però determinare l'acconto delle imposte sui redditi dovuto per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 assumendo quale imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata senza tener conto delle opzioni di cui ai commi 1093 e 1094 dell'art. 1 della legge n. 296 del 2006.

Esercizio dell’opzione per il regime di tassazione catastale

In virtù del su citato regolamento del 2007, le società agricole che intendono optare per la tassazione catastale introdotta dal comma 1093 della finanziaria 2007, sono tenute in base all'articolo 2, comma 1, del D.P.R. n. 442 del 1997 "... a comunicare l'opzione nella prima dichiarazione annuale IVA da presentare successivamente alla scelta operata". Va altresì rammentato che ai fini dell’opzione per il suddetto regime di fiscalità diretta, va utilizzato il QUADRO VO - OPZIONI - Sez. 2 - Opzioni e revoche agli effetti delle imposte sui redditi, ove il rigo VO23 è finalizzato proprio all’opzione per la determinazione del reddito agrario per le società agricole ex art. 1, comma 1093, l. n. 27/12/2006, n. 296.

La casella 1 deve essere barrata dalle società di persone, dalle società a responsabilità limitata e dalle società cooperative che rivestono la qualifica di società agricola ai sensi dell’art. 2 del d.lgs. 29 marzo 2004, n. 99 e intendono comunicare l’opzione effettuata, a decorrere dall’anno 2012, per la determinazione del reddito ai sensi dell’art. 32 del TUIR.

L’opzione è vincolante per un triennio ed è valida fino a revoca.

La casella 2 deve essere barrata dai contribuenti che intendono comunicare la revoca dell’opzione.

Va inoltre tenuto presente che nel QUADRO RS - Prospetti vari SOCIETÀ DI CAPITALI - Valori fiscali delle società agricole (Art. 1, comma 1093, legge 296/2006), i righi RS88 - RS89 - RS90 vanno utilizzati per inserire i valori fiscali degli elementi dell’attivo e del passivo:

– in colonna 1, la corrispondente voce di bilancio;

– in colonna 2, il valore fiscale, come risultante alla data d’inizio del periodo d’imposta oggetto della presente dichiarazione;

– nelle colonne 3 e 4, gli incrementi ed i decrementi del valore fiscale;

– in colonna 5, il valore fiscale finale, calcolato aggiungendo all’importo indicato in colonna 2 (valore iniziale) le variazioni di cui alla colonna 3 (incrementi) e sottraendone le variazioni di cui alla colonna 4 (decrementi).

Società di comodo

Con provvedimento 14 febbraio 2008, n. 23681 del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono state individuate alcune cause di disapplicazione automatica della disciplina delle società di comodo.

Con Provvedimento 11/06/2012 emanato da Agenzia delle Entrate, si è proceduto ad integrare le fattispecie del suddetto provvedimento, prevedendo anche la fattispecie delle società che esercitano esclusivamente attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile e rispettano le condizioni previste dal citato articolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, le quali pertanto non devono presentare alcuna istanza disapplicativa della normativa sulle società di comodo.

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