Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Spedizione di beni in fiera in Paese estero

18 Gen2014

Quesito:

Un'impresa italiana deve inviare beni mobili di propria produzione in fiera in un Paese non facente parte dell'Unione Europea (Ucraina). Il rapporto è intermediato da un soggetto passivo avente residenza in un Paese dell'Unione Europea (Cipro).

1) Spedizione di beni in fiera in Ucraina.

L'operazione costituisce temporanea esportazione, di per sé stessa l'operazione non rileva come operazione di cessione all'esportazione ai fini IVA. Le autorità doganali stabiliscono il termine massimo concedibile per tale regime e le formalità da osservare per il corretto espletamento delle procedure. Nel momento dell'esportazione temporanea va definita con lo spedizioniere incaricato la documentazione da predisporre (carnet ATA, fattura pro forma, che non è valida ai fini dell'art. 8 del dpr 633/72 e conseguentemente non va contabilizzata ai fini IVA come operazione di esportazione). La bolletta doganale di temporanea esportazione rende non necessaria l'istituzione di registri IVA sui quali effettuare l'annotazione della temporanea esportazione medesima.

L'eventuale successiva vendita dei beni usciti dal territorio doganale rende necessaria l'emissione di fattura ai sensi dell'art. 7 Dpr 633/72, trattandosi di operazione di cessione che non presenta i caratteri della territorialità. Conseguentemente la vendita non potrà costituire plafond ai fini IVA. La fattura definitiva dovrà essere consegnata al dichiarante doganale affinché trasformi la bolletta di temporanea esportazione, a suo tempo emessa, in un'operazione di esportazione definitiva.

Ai sensi del vigente art. 6, primo comma, D.P.R. 633/72, l'operazione di cessione ai fini IVA si considera comunque effettuata dopo il decorso di un anno dalla consegna dei beni mobili.

2) Prestazione di intermediazione rese da soggetto passivo cipriota.

L'art. 9, punto 7), D.P.R. 633/72 - Servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali - (in vigore dal 1 gennaio 2010), stabilisce che costituiscono servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali non imponibili, tra gli altri, i servizi di intermediazione relativi a beni in importazione, in esportazione o in transito, a trasporti internazionali di persone o di beni, ai noleggi e alle locazioni di cui al n. 3), nonché quelli relativi ad operazioni effettuate fuori del territorio della Comunità .....

Il trattamento di non imponibilità di cui al n. 7 dell'art. 9 del DPR 633/72 è riconosciuto se le intermediazioni sono direttamente riferibili a beni che, all'atto dell'effettuazione delle prestazioni, abbiano già ricevuto una delle seguenti destinazioni doganali: importazione, esportazione o transito.

In altri termini, l'applicazione della non imponibilità presuppone che la specifica destinazione doganale prevista dalla norma sia conferita ai beni anteriormente al momento di effettuazione del servizio di intermediazione.

Le prestazioni di servizi si considerano effettuate, ai sensi dell'art. 6 co. 3 e 4 del DPR 633/72, "all'atto del pagamento del corrispettivo " (ovvero all'atto dell'emissione anticipata della fattura, limitatamente all'importo in essa indicato), e pertanto ne deriva che:

• se la data di emissione della fattura o quella del pagamento della provvigione è anteriore al momento di assegnazione della destinazione doganale dei beni, la prestazione di intermediazione non può beneficiare della non imponibilità;

• se la data di emissione della fattura o quella del pagamento della provvigione è, invece, posteriore al momento di assegnazione della destinazione doganale dei beni, la prestazione di intermediazione fruisce della non imponibilità in oggetto.

Pertanto per capire se la prestazione fornita dal soggetto passivo cipriota va assoggettata ad IVA o meno in Italia, mediante il meccanismo dell'autofatturazione di cui all'art. 17, secondo comma, D.P.R. 633/72, sarà necessario tener conto della natura effettiva della prestazione di intermediazione, della sua temporalità e più in generale del collegamento con l'operazione di esportazione.

3) Prestazione di servizi fieristici.

L'art. 7-quinquies, lettera b), D.P.R. 633/72, stabilisce che, in deroga a quanto stabilito dall' articolo 7-ter, comma 1, le prestazioni di servizi per l'accesso a manifestazioni culturali, ............................i, ivi comprese fiere ed esposizioni, nonché le prestazioni di servizi accessorie connesse con l'accesso, rese a committenti soggetti passivi si considerano effettuate nel territorio dello Stato quando ivi si svolgono le manifestazioni stesse.

Dal 1 gennaio 2011, per i soggetti passivi iva, il luogo della prestazione rileva solo per i servizi connessi all'accesso alla manifestazione e per i servizi accessori forniti separatamente, mentre per tutti i servizi diversi (ad esempio servizi di gestione di uno stand fieristico, prestazione artistiche ecc., valgono i criteri stabiliti per i servizi generici ex art. 7 ter, del citato D.P.R., e pertanto le prestazioni di sevizi si considerano effettuate nel territorio dello Stato (in Italia) quando sono rese a soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato medesimo.

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