Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Bancali in legno ("pallet") - "reverse-charge"

19 Gen2015

Quesito:

La legge di stabilità 2015, n. 190/14, all’art. 1 comma 629, lettera d), con decorrenza 1/1/2015, ha inserito i bancali “pallet” recuperati ai cicli di utilizzo successivo al primo, tra i beni di cui all’art. 74, settimo comma, del DPR 633/72”. In pratica prevede l’applicabilità del regime del “reverse-charge” a tali cessioni.

Si vuol sapere se, al momento della vendita di bancali in legno già usati da parte della ditta che vende gli stessi unitamente ai beni finiti e/o merci poste sui bancali stessi, si debba applicare il regime del “reverse-charge”.

Risposta:

L’art. 74 , settimo comma, del D.P.R. 633/72, “Disposizioni relative a particolari settori, così come modificato, con decorrenza dal 1 gennaio 2015, dall'art. 1, comma 629, lettera d), L. 23 dicembre 2014, n. 190, recita: “Per le cessioni di rottami, cascami e avanzi di metalli ferrosi e dei relativi lavori, di carta da macero, di stracci e di scarti di ossa, di pelli, di vetri, di gomma e plastica, nonché di bancali in legno (pallet) recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo, intendendosi comprese anche quelle relative agli anzidetti beni che siano stati ripuliti, selezionati, tagliati, compattati, lingottati o sottoposti ad altri trattamenti atti a facilitarne l'utilizzazione, il trasporto e lo stoccaggio senza modificarne la natura, al pagamento dell'imposta è tenuto il cessionario, se soggetto passivo d'imposta nel territorio dello Stato…..”.

Il regime di imponibilità, con pagamento dell'IVA da parte del cessionario, soggetto passivo nel territorio dello Stato, è applicabile a tutti i produttori, commercianti, raccoglitori e rivenditori dei rottami ferrosi e non, nonché dei materiali di recupero indicati nei co. 7 ed 8 dell'art. 74 del DPR 633/72.

Il citato art. 74 co. 7 del DPR 633/72, nell'elencare i beni alle cui cessioni si rende applicabile il regime dell'inversione contabile, ha fino ad ora incluso, oltre ai suddetti rottami, cascami, carta da macero, stracci, ecc., anche i medesimi beni che abbiano subito le lavorazioni (es. ripulitura, selezione, taglio, ecc.), espressamente richiamate dalla norma, "senza modificarne la natura", rimanendo in sostanza gli stessi rottami.

In altre parole, il prodotto ottenuto dalle lavorazioni specificamente richiamate, qualificabile anche come "pronto al forno", non deve risultare modificato nella natura e deve essere ancora a tutti gli effetti un rottame, ovvero un bene non più utilizzabile secondo l'originaria destinazione se non sottoposto a successive lavorazioni.

Il tutto, tra l’altro, in conformità a quanto disposto dall’art. 199, della Direttiva CEE 28/11/2006 n. 2006/112/CE – lett. d), nel quale si prevede che gli Stati membri possono stabilire il regime del “reverse-charge”, tra l’altro, per le cessioni “di materiali di recupero, di materiali di recupero non riutilizzabili in quanto tali, di materiali di scarto industriali e non industriali, di materiali di scarto riciclabili, di materiali di scarto parzialmente lavorati, di avanzi e determinate cessioni di beni e prestazioni di servizi figuranti nell'allegato VI.”.

Alla luce di quanto sopra detto, tenuto conto sia della disciplina comunitaria in materia di “reverse-charge”, sia del collocamento della nuova disposizione normativa, sembrerebbe logico ritenere che il regime del “reverse-charge” non debba essere applicato alle vendite di bancali in legno (“pallet”) da parte del soggetto che li vende a terzi, unitamente ai beni e/o alle merci imballate con i bancali stessi, anche se questi ultimi siano usati più volte.

Va peraltro evidenziato che detta interpretazione non appare condivisa da tutti i commentatori, alcuni dei quali estenderebbero l’applicazione del regime del “reverse-charge” alle vendite successive alla prima ovvero alle vendite di bancali usati. Pertanto pur ritenendosi che alle cessioni di bancali unitamente ai beni e/o alle merci imballate unitamente ai bancali stessi non si applica il regime del “reverse- charge”, si auspica che l’Agenzia delle Entrate chiarisca quanto prima formalmente l’interpretazione da attribuire alla nuova normativa introdotta dalla legge di stabilità e a quale precisa fase di vendita dei bancali applicare detto regime.

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