Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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IVA - cessione di beni e prestazioni di servizi nei confronti della P.A.

22 Gen2015

La legge di stabilità 2015, oltre ad aver integrato le fattispecie a cui applicare il regime dell’inversione contabile, detto anche “reverse charge”, ha introdotto il regime cosiddetto della scissione dei pagamenti, detto anche “split payment”, introducendo l’art. 17 – ter, D.P.R. 633/1972, “Operazioni effettuate nei confronti di enti pubblici”.

Questo regime riguarda tutti i soggetti IVA i quali effettuano cessioni di beni e/o prestazioni di servizi nei confronti della Pubblica Amministrazione.

La peculiarità del regime consiste nel fatto che l'imposta sul valore aggiunto esposta in fattura è versata all’Erario direttamente dagli enti della Pubblica Amministrazione che ricevono le fatture dai cedenti e/o prestatori, secondo modalità e termini che dovranno essere fissati con Decreto ministeriale.

Gli Enti pubblici interessati sono:

- Stato;

- Organi dello Stato anche se dotati di personalità giuridica;

- Enti pubblici territoriali;

- Consorzi costituiti tra enti pubblici territoriali;

- Camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura;

- Istituti universitari;

- Aziende sanitarie locali, enti ospedalieri, enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico;

- Enti pubblici di assistenza e beneficienza e di quelli di previdenza.

Il suddetto regime della separazione del pagamento riguarda tutte le fatture emesse nei confronti dei suddetti enti pubblici, sia nella loro veste istituzionale, che commerciale, ad eccezione delle operazioni alle quali si applichi il regime dell’inversione contabile.

Con riguardo all’efficacia temporale della nuova disposizione di legge, il MEF, con comunicato n. 7 del 09.01.2015, evidenzia che nell’emanando decreto di attuazione il meccanismo della scissione dei pagamenti si applica alle operazioni fatturate a partire dal 1° gennaio 2015, per le quali l’esigibilità dell’imposta si verifichi successivamente alla stessa data. Rimangono quindi al di fuori di detto regime le fatture emesse fino al 31.12.2014, per le quali continua ad operare il regime naturale dell’esigibilità differita di cui all’art. 6, comma 5, del D.P.R. 633/72.

Con riguardo invece ai rapporti tra P.A. e professionisti, un comunicato stampa della Fondazione Nazionale Commercialisti evidenzia che sembrerebbe possibile escludere detto regime di scissione dei pagamenti nei confronti dei professionisti soggetti non solo a ritenuta a titolo d’imposta, ma anche a ritenuta d’acconto. Sul punto è necessario attendere chiarimenti ufficiali da parte dell’Agenzia delle Entrate.

In attesa dell’emanazione del decreto ministeriale, si ritiene opportuno che nelle fatture che vengono emesse dal 1 gennaio 2015, nei confronti degli enti pubblici, sia messa in evidenza l’aliquota i.v.a. e l’importo dell’i.v.a. dovuta, con la specificazione che trattasi di “IVA versata dal committente ai sensi dell’art. 17-ter D.P.R. 633/72 e dell’evidenziazione dell’importo netto a pagare.

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