Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Aliquota IVA nei servizi di accettazione rifiuti

13 Apr2015

Quesito:

Una società svolge attività di accettazione di rifiuti provenienti da vari settori, tra i quali, il settore produttivo e di trasformazione agro-industriale, quello commerciale/distributivo, quello dei raccoglitori di rifiuti, oltrechè da altri impianti di trattamento e da municipalizzate (attraverso intermediari commerciali) per rifiuti urbani/umido.

I codici CER (Catalogo Europeo Rifiuti) utilizzati sono i più vari. Essi vanno da codici iniziali CER 02 .. .., fino a codici CER 19 .. .., CER 20.. …

I rifiuti accettati vengono trattati per essere recuperati e in particolare per ricavare una “materia prima seconda” per uso energetico, in virtù da autorizzazione provinciale ambientale, da vendere a clienti terzi, biodigestori, per la produzione di biogas e quindi energia elettrica, applicando l’aliquota del 22% su detta cessione.

L’azienda vuol conoscere l’aliquota IVA da applicare ai servizi di accettazione rifiuti.

Risposta:

Il punto 127-sexiesdecies), della Tabella A, parte III, del D.P.R. 633/72, prevede l’applicazione dell’aliquota IVA al 10% per le prestazioni di gestione, stoccaggio, e deposito temporaneo, previste dall'articolo 6, comma 1, lettere d), l) e m), del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, di rifiuti urbani di cui all'articolo 7, comma 2, e di rifiuti speciali di cui all'articolo 7, comma 3, lettera g), del medesimo decreto, nonché prestazioni di gestione di impianti di fognatura e depurazione.

L’Agenzia delle Entrate, affronta la problematica di cui al quesito, con Risoluzione 12/09/2007 n. 250/E. La stessa, nel testo della citata risoluzione, ricorda come il citato D.Lgs. n. 22 del 1997, concernente “attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CEE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio”, è stato abrogato dall’articolo 264, comma 1, lett. i), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante “norme in materia ambientale”, a decorrere dalla data di entrata in vigore di detto decreto (29 aprile 2006).

L’Agenzia sottolinea che il richiamo al D.Lgs. n. 22 del 1997 operato dal n. 127-sexiesdecies della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972 deve intendersi riferito al D.Lgs. n. 152 del 2006, evidenziando che l’aliquota ridotta prevista dal n. 127-sexiesdecies della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972 si applica alle prestazioni di gestione, stoccaggio e deposito temporaneo, come definite dall’art. 183, comma 1, lett. d), l) e m), del D.Lgs. n. 152 del 2006, relative ai “rifiuti urbani” di cui all'art. 184, comma 2, del medesimo decreto e ai “rifiuti speciali” di cui alla lettera g) dello stesso articolo 184, comma 3.

L’Agenzia delle entrate sottolinea un aspetto fondamentale per la risoluzione del quesito e cioè che la problematica richiede competenze tecniche di natura extra fiscale dalle quali non può prescindersi ai fini dell’applicazione della disposizione recata dal n. 127-sexiesdecies della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972.

In ultima analisi, l’Agenzia delle Entrate evidenzia che per quanto riguarda i rifiuti urbani, gli stessi sono indicati nel citato D.Lgs. n. 152 del 2006, con riferimento alla fonte che genera il rifiuto, sotto il capitolo 20”, mentre i rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell’acqua e dalla sua preparazione per uso industriale” sono indicati, sempre con riferimento alla fonte che genera il rifiuto, sotto il capitolo 19”.

L’Agenzia delle Entrate, rifacendosi a note del Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare, evidenzia che i rifiuti elencati ed identificati con i codici relativi ai capitoli 19 e 20 dell’elenco di cui all’Allegato D sono riconducibili, rispettivamente, nei rifiuti speciali di cui alla lett. g) dell’art. 184, comma 3, del D.Lgs. n. 152 del 2006 e nei rifiuti urbani di cui al comma 2 del citato articolo 184 del medesimo decreto e conclude pertanto che le prestazioni di gestione aventi ad oggetto lo smaltimento dei rifiuti identificati dai predetti codici 19 e 20 sono assoggettabili all’aliquota ridotta del 10 per cento, ai sensi del n. 127-sexiesdecies della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972.

Nel concludere, l’Agenzia delle Entrate evidenzia che la classificazione dei rifiuti tra i rifiuti urbani e i rifiuti speciali “deve essere valutata caso per caso con riferimento alla fattispecie concreta.

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