Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Facoltà di rivalutare i beni d'impresa

07 Gen2016

La legge di stabilità per il 2016 offre la possibilità a tutti i soggetti d’impresa di rivalutare, in maniera onerosa, i beni materiali, ammortizzabili e non, i beni immateriali e le partecipazioni in società controllate e collegate che costituiscono immobilizzazioni. Sono esclusi da detta rivalutazione gli immobili alla cui produzione o scambio è diretta l’attività d’impresa (beni merce).

Qualora l’impresa valuti favorevolmente l’opportunità di aderire a detta rivalutazione, la medesima va eseguita nel bilancio relativo all’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014: il 2015, per le imprese che hanno esercizio sociale coincidente con l’anno solare.

La suddetta rivalutazione facoltativa, sulla scia delle analoghe norme precedentemente emanate, qualora eseguita, deve riguardare tutti i beni appartenenti alla medesima categoria omogenea e deve essere annotata in inventario e in nota integrativa.

Va tenuto conto che qualora il bene rivalutato venga ceduto in maniera onerosa, assegnato ai soci, destinato a finalità estranee all’esercizio d’impresa ovvero al consumo personale o familiare dell’imprenditore, in data anteriore all’inizio del quarto esercizio successivo a quello nel cui bilancio è stata eseguita, ai fini della determinazione della plus/minusvalenza, dovrà essere considerato il valore ante-rivalutazione.

Fare la rivalutazione significa dover determinare e corrispondere all’Erario un’imposta sostitutiva dell’IRES/IRPEF e dell’IRAP, del 16% per i beni ammortizzabili; del 12% per i beni non ammortizzabili (terreni e partecipazioni).

La riserva in sospensione d’imposta che viene a formarsi a seguito della rivalutazione può essere affrancata, in tutto o in parte, mediante l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’IRES/IRPEF e dell’IRAP e delle relative addizionali, pari al 10%.

Il maggior valore attribuito ai beni rivalutati si considera riconosciuto ai fini IRES/IRPEF ed IRAP e delle relative addizionale, in altre parole ai fini della determinazione degli ammortamenti con rilevanza fiscale, a decorrere dal terzo esercizio successivo quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata effettuata. In altri termini, il riconoscimento dei maggiori valori si ha a partire dal 2018.

Il riconoscimento dei valori rivalutati, ai fini della deducibilità fiscale delle quote di ammortamento, si ha a decorrere dal terzo esercizio successivo.

Di tale decorrenza, in virtù di quanto chiarito in passato dall’Agenzia delle Entrate per analoghe normative, bisognerà tenerne conto anche ai fini dei conteggi che andranno effettuati ai fini della normativa che riguarda le società di comodo, normativa che è bene non sottovalutare nel momento in cui si valuta l’opportunità di procedere ad effettuare o meno la rivalutazione dei beni, per le ben note connesse difficoltà di rientrare nei parametri corretti per non far scattare le presunzioni di legge connesse a tal’ultima normativa.

Le imposte sostitutive devono essere versate in tre rate annuali di pari importo, senza il pagamento di interessi, di cui la prima entro il termine di versamento a saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta al quale la rivalutazione si riferisce (16 giugno 2016) e le altre rispettivamente entro il 16 giugno 2017 e il 16 giugno 2018.

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