Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Riflessioni su "patent box"

02 Gen2016

Nella prima fase di applicazione della normativa in materia di “patent box”, normativa introdotta dall'art. 1, commi da 37 a 45, della L. 190/2014, nell’affrontare specifici casi, emerge la necessità di porre particolare attenzione su alcuni aspetti che riguardano in maniera particolare le piccole imprese che svolgono attività di ricerca, imprese che per definizione non dispongono di un sistema collaudato di individuazione dei costi e ricavi relativi a ciascun bene immateriale.

In tali imprese è frequente imbattersi in problematiche riguardanti:

- l’individuazione dei beni immateriali da cui può derivare redditività agevolata,

- le modalità di individuazione e tracciamento delle componenti di costo di ricerca e ricavo inerenti ciascun bene immateriale,

- i rapporti con parti correlate.

Beni immateriali

I redditi agevolabili in virtù della normativa suindicata sono quelli derivanti dai beni immateriali di cui all’art. 6 del decreto ministeriale attuativo del 30.7.2015 e precisamente quelli derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright; brevetti industriali siano essi concessi o in corso di concessione; marchi d’impresa; disegni e modelli, giuridicamente tutelabili; informazioni aziendali ed esperienze tecnico-industriali.

Le attività di ricerca e sviluppo che devono essere svolte dall’azienda che intende usufruire dell’agevolazione fiscale sono quelle di ricerca fondamentale, ricerca applicata e sviluppo sperimentale, design e sviluppo di marchi, ideazione e realizzazione delle opere dell’ingegno e di materiali protetti da diritti concessi, la costituzione e la verifica di banche dati, le attività relative alla gestione dei beni immateriali e qualsiasi attività che consenta il mantenimento e l’accrescimento di valore nel tempo dei beni immateriali.

La norma non richiede necessariamente la registrazione del bene immateriale pur dovendosi comunque trattare di beni per cui le leggi vigenti, in modo particolare il D. Lgs. 10.2.2005 n. 30 -Codice della proprietà industriale - ne prevedono potenzialmente la protezione. Con riferimento a tale aspetto, si ritiene che i brevetti debbano comunque rientrare nel loro periodo di validità giuridica e che qualora il brevetto non sia più tutelabile giuridicamente, l’impresa debba attentamente valutare se la stessa possa comunque disporre di informazioni aziendali e/o di esperienze tecnico-industriali agevolabili.

L’art. 98 del citato D. Lgs. sottolinea che costituiscono oggetto di tutela le informazioni aziendali e le esperienze tecnico-industriali, comprese quelle commerciali, soggette al legittimo controllo del detentore, ove tali informazioni siano segrete, nel senso che non siano nel loro insieme o nella precisa configurazione e combinazione dei loro elementi generalmente note o facilmente accessibili agli esperti ed agli operatori del settore; abbiano valore economico in quanto segrete; siano sottoposte, da parte delle persone al cui legittimo controllo sono soggette, a misure da ritenersi ragionevolmente adeguate a mantenerle segrete.

Lavoro preparatorio per individuazione e tracciamento dei costi di ricerca

La fase preliminare di individuazione dei beni immateriali, della loro proprietà e delle attività di ricerca e’ necessaria per impostare correttamente la fase di “ruling”, obbligatorio o facoltativo, con l’Agenzia delle Entrate.

Il diretto collegamento delle attività di ricerca e sviluppo, dei beni immateriali nonché di questi ultimi con il connesso reddito agevolabile, deve risultare da un adeguato sistema di rilevazione contabile o extracontabile.

Il decreto ministeriale 30.7.2015, attuativo dell’agevolazione fiscale, prevede che i costi che concorrono alla determinazione del rapporto di determinazione del reddito agevolato sono quelli sostenuti nell’anno di fruizione del beneficio e nei tre esercizi precedenti.

Inoltre, nel primo periodo di efficacia delle norme in materia di “patent box” e nei due esercizi successivi, i costi che concorrono alla formazione del rapporto sono assunti complessivamente, senza alcuna distinzione del computo per singolo bene immateriale, in modo da consentire alle imprese di approntare adeguati sistemi di rilevazione contabile che consentano la distinzione dei costi e dei ricavi legati a ciascuno di essi. A partire invece dal terzo periodo d’imposta successivo a quello di entrata in vigore delle riferite norme i costi rilevanti devono essere assunti distintamente per ciascun bene.

I suddetti redditi agevolati possono derivare dalla concessione in uso del diritto all’utilizzo dei beni immateriali o dall’uso diretto dei beni immateriali stessi.

Nel caso di redditi derivanti dalla concessione in uso, il reddito agevolabile è costituito dai canoni derivanti dalla concessione in uso dei beni stessi, al netto dei costi fiscalmente rilevanti diretti e indiretti a essi connessi. Nel caso di redditi derivanti dall’utilizzo diretto del bene è necessario individuare per ciascun bene stesso il contributo economico da esso derivante che ha concorso algebricamente a formare il reddito d’impresa o la perdita. Il lavoro di tracciamento delle attività effettuate negli anni è particolarmente importante e può essere particolarmente complesso ed impegnativo, ma lo stesso è necessario per approntare una fase di “ruling” che abbia buone prospettive di successo.

In relazione a quanto sopra, è necessario quindi predisporre un buon lavoro preparatorio che serva non soltanto per rilevare i dati storici necessari per usufruire dell’agevolazione, ma per impostare in maniera opportuna un sistema di rilevazione dei costi di ricerca.

Parti correlate

Altro elemento che richiede una particolare attenzione è quello dei rapporti con parti correlate.

La quota di reddito agevolabile è determinata sulla base del rapporto tra i costi di attività di ricerca e sviluppo sostenuti per il mantenimento, l’accrescimento e lo sviluppo del bene immateriale e i costi complessivi sostenuti per produrre tale bene.

Con riferimento a tale rapporto, il decreto applicativo dispone che:

- al numeratore debbano essere considerati i costi - rilevanti ai fini fiscali - sostenuti per l’attività di ricerca e sviluppo realizzata, per produrre o accrescere il bene agevolabile, i) direttamente o ii) in outsourcing a terzi indipendenti i.e. Università ed enti di ricerca;

- il numeratore sia ulteriormente incrementato, entro opportuni limiti, dei costi sostenuti per attività di ricerca svolte con parti correlate;

- al denominatore siano posti i costi, rilevanti ai fini fiscali,

complessivamente sostenuti per produrre o acquisire il bene (si tratta delle spese indicate al numeratore, incrementate di eventuali costi di acquisizione e di costi per attività di ricerca e sviluppo affidate ad altre società del gruppo).

Alla luce di quanto sopra e del fatto che spesso nelle piccole aziende sono confusi i rapporti tra parti correlate, a volte sotto l’aspetto della titolarità dei beni immateriali, a volte sotto l’aspetto della loro redditività, è opportuno che nel lavoro preparatorio che deve essere affrontato, vengano approfondite le dinamiche reddituali tra parti correlate, nonché gli aspetti di congruità delle componenti reddituali, al fine di scongiurare l’insorgere di problematiche connesse alla effettiva titolarità di redditi e/o alla corretta determinazione delle componenti di costo e di ricavo e/o del suindicato coefficiente.

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