Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Iper ammortamento, compressori, perizia giurata

16 Lug2018

Quesito:

Vorremmo far rientrare nell’industria 4.0 un impianto acquistato (pagato e consegnato) nel 2017, entrato in funzione nel 2018, di importo complessivo di euro 800.000, impianto composto da “rulliere” per trasportare il materiale, incollatrice, pressa. Due PLC permettono il controllo da remoto per l’assistenza. A funzione dell’impianto, ma non solo, è stato acquistato e istallato nel 2018, un compressore per un valore di euro 50.000. Il compressore ha caratteristiche rispondenti all’industria 4.0, manca sono l’interconnessione con il sistema aziendale.

1. Essendo l’impianto composto da macchine diverse di produttori diversi, è possibile considerarlo come unico impianto (quindi unica perizia)?

2. Il compressore è un impianto di servizio e quindi devono essere iper-ammortizzati insieme all’impianto oppure può essere considerato come impianto a sé? 3. Se il compressore deve essere considerato come impianto di servizio, possiamo iperammortizzare tutto oppure solo la quota parte che viene utilizzata dal nuovo impianto?

Risposta:

Nella Circolare Mise del 23 maggio 2018, n. 177355, (pag. 8 di 14), reperibile nel sito del Ministero, si dice che “Una terza tematica ricorrente nei quesiti ha riguardato i sistemi di controllo intelligenti e connessi per la gestione e il monitoraggio dei consumi energetici dei sistemi di produzione dell’aria compressa. Tali sistemi rappresentano delle soluzioni che interagiscono a livello di macchine, basate sulla combinazione di sensori, sistemi di controllo e di elaborazione/simulazione in grado di gestire i diversi componenti dell’impianto e di adeguare alla reale necessità delle macchine produttive la generazione di aria compressa, con conseguente riduzione dei consumi energetici. In base a tali caratteristiche, si ritiene che detti sistemi possano essere riconducibili tra i beni indicati nella voce in questione (richiamato punto 8 del secondo gruppo dell’allegato A). Si precisa però che tale inclusione – fatto salvo quanto sarà specificato nel successivo paragrafo – non riguarda il costo di acquisizione dei compressori che non rientrano in nessuna delle voci dell’allegato A; il costo di tali beni potrà beneficiare eventualmente solo della maggiorazione a titolo di super ammortamento prevista per i beni materiali (40% o 30% a seconda della collocazione temporale dell’investimento).

Nella citata Circolare, si fa anche riferimento alla definizione di “impianti tecnici di servizio”, richiamati nel quesito, che (esclusi i compressori come sopra visto), sono definiti come “…. strettamente necessari al funzionamento della macchina o dell’impianto nuovi oggetto di agevolazione ….”. Nella circolare si aggiunge che “…… nel caso di sostituzione di componenti destinati ad alimentare servizi anche di macchine e impianti preesistenti o nuovi ma non iperammortizzabili, occorrerà individuare correttamente la quota del costo sostenuto per la sostituzione/integrazione del componente proporzionalmente riferibile all’investimento che beneficia dell’iperammortamento in ragione della percentuale di “servizio” a esso fornito, rispetto al servizio totale disponibile. Si precisa, inoltre, che in tali situazioni, la perizia giurata o l’attestazione di conformità o la dichiarazione del legale rappresentante, nonché l’analisi tecnica, dovranno contenere anche la verifica della necessità dell’integrazione o della sostituzione effettuata in relazione all’impianto di servizio e l’indicazione della procedura di calcolo seguita per la determinazione della quota di costo proporzionalmente riferibile agli investimenti iperammortizzabili.”.

Ciò evidenziato, è opportuno che si verifichino attentamente le effettive rispondenze tecniche dei beni alle caratteristiche di agevolabilità degli stessi.

Per quanto riguarda le modalità di redazione della perizia, nelle FAQ del Mise, (aggiornamento al 15.12.2017), al quesito “Si chiede di sapere se la perizia giurata, da fornirsi in caso di beni con valore superiore a € 500.000, deve essere redatta per singolo bene o può comprendere tutti i beni strumentali acquistati nello stesso esercizio?”, viene risposto “La perizia deve essere fatta per singolo bene acquisito”.

Con riferimento agli impianti complessi, nella Circolare Mise 15 dicembre 2017, n. 547750, in relazione alla perizia giurata viene evidenziato che “…Si precisa che, in caso di investimento avente a oggetto impianti o porzioni di impianti, il limite dei 500.000 euro va applicato non già ai singoli beni o parti o componenti autonomamente considerati, ma all’investimento complessivo e ciò anche nelle ipotesi in cui le singole macchine (o le singole componenti) siano acquistate presso lo stesso fornitore con atti di acquisto separati o presso fornitori diversi. Al riguardo, appare opportuno ricordare che, secondo quanto già chiarito nella circolare n. 4 dell’Agenzia delle entrate-Ministero dello sviluppo economico (cfr. paragrafo 11, punto 3), ai fini della disciplina agevolativa dell’iperammortamento, per impianto o porzione di impianto si deve intendere “un insieme di macchine connesse fisicamente tra di loro anche se ogni macchina o attrezzatura funziona in maniera indipendente”.

Nella citata circolare si evidenzia che “Si ricorda, infine, per completezza, che come già chiarito nella stessa circolare n. 4 dell’Agenzia delle entrate-Ministero dello sviluppo economico (paragrafo 6.3), la perizia giurata (o l’attestato di conformità) può essere anche plurima, nel senso che può riguardare anche una pluralità di beni agevolabili.”

Con riferimento, al quesito specifico, riterrei quindi che la perizia giurata vada riferita all’intero impianto agevolabile, facendo riferimento a ciascun singolo bene e/o componente dell’investimento, sia con descrizione analitica delle caratteristiche tecniche di ciascun bene che della loro interconnessione al sistema aziendale.

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