Approfondimenti economici finanziari a cura di Spigarelli Mariano
Mariano Spigarelli dottore Commercialista

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Credito d'imposta per nuovi investimenti 2020

08 Gen2020

La Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019) ha riformulato, per il 2020, la materia delle agevolazioni che, fino al 31.12.2019, erano note con i termini di “super ammortamento” ed “iper ammortamento”.

E’ stato infatti introdotto un credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi (co. 184-197), sia nel caso di acquisto che di leasing finanziario.

I soggetti beneficiari di detto credito d’imposta sono costituiti dalle imprese che, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito, effettuano investimenti nei suddetti beni destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

Più in dettaglio, l’agevolazione si applica agli investimenti in beni:

- materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa;

- immateriali nuovi strumentali all'esercizio d'impresa di cui all'allegato B, annesso alla L. 232/2016, come integrato dalla L. 205/2017.

L’acquisto, anche in leasing finanziario, di detti beni deve avvenire nel periodo 1/01/2020 - 31/12/2020, ovvero entro il 30/06/2021, purché, in quest’ultimo caso, entro la data del 31/12/2020, il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti pari almeno al 20% del costo di acquisizione.

E’ richiesto il rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e il corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Il credito d’imposta si applica alle stesse condizioni e negli stessi limiti anche agli investimenti effettuati agli esercenti arti/professioni, a condizione che abbia ad oggetto beni diversi da quelli (materiali e immateriali) individuati nell’ottica di Industria 4.0 ed elencati negli allegati A e B annessi alla L. 232/2016.

Si ricorda che non sono agevolabili gli acquisti di:

a) veicoli e altri mezzi di trasporto di cui al co. 1, art. 164, del TUIR;

b) beni per i quali il D.M. 31/12/1988 prevede coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%;

c) fabbricati e costruzioni;

d) beni di cui all'allegato 3 annesso alla L. 208/2015;

e) beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti, in concessione e a tariffa, nei settori dell'energia, dell'acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

La misura del credito d’imposta, che si applica al costo di acquisizione dei beni, si articola nella seguente maniera:

1 beni materiali “Industria 4.0” di cui all. A L. 232/2016):

40% del costo fino a €. 2,5 mil.

20% del costo da €. 2,5 mil. fino ad €. 10 mil.

0% oltre €. 10 mil.

2 beni immateriali di cui all. B L. 232/2016:

15% del costo fino a €. 700.000

0% oltre a €. 700.000

3 beni diversi da quelli precedenti:

6% del costo fino a €. 2 mil.

0% oltre a €. 2 mil.

Ai fini della fruizione del credito d’imposta, si prende in considerazione:

- per gli investimenti di cui ai precedenti punti 1) e 2), l’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni, (se l’interconnessione di cui al punto sub 1) avviene in un periodo successivo a quello di entrata in funzione è possibile iniziare a fruire del credito d’imposta riconosciuta per i beni di cui al precedente punto 3) (cioè per il 6% del costo), recuperando la differenza di aliquota a decorrere dall’anno della interconnessione;

- per i beni di cui al precedente punto 3), l’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni.

La fruizione dell’agevolazione prevede una specifica comunicazione al MISE, i cui contenuti e termini di invio saranno definiti con un apposito D.M..

Il credito d’imposta:

- va utilizzato in compensazione nel Mod. F24, in 5 quote annuali di pari importo, che si riducono a 3 quote per gli investimenti in beni immateriali (precedente punto 2);

- non è soggetto ai limiti di utilizzo ex L. 244/2007 (€. 250.000), L. 388/2000 (€. 700.000) ed ex DL 78/2010;

- non è soggetto a tassazione ai fini IRPEF/IRES, nè IRAP; - non rileva ai fini del rapporto di deduzione di interessi passivi/componenti negativi di reddito;

- è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, purché tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto (anche considerando la non imponibilità ai fini redditi/IRAP) e non sia vietato dall’altra agevolazione che si intende cumulare;

- non può formare oggetto di cessione o trasferimento neanche all'interno del consolidato fiscale.

La cessione a titolo oneroso a terzi dei beni o la destinazione a strutture produttive ubicate all’estero, entro il 31/12 del 2° anno successivo a quello di effettuazione dell'investimento, comporta la riduzione del credito d'imposta escludendo dall'originaria base di calcolo il relativo costo.

Il maggior credito d'imposta eventualmente già utilizzato in compensazione va riversato, senza sanzioni e interessi, entro il termine per il versamento a saldo dell'imposta sui redditi.

Nel caso di investimenti sostitutivi, si applicano i commi 35 e 36, art. 1, L. 205/2017 in materia di investimenti sostitutivi.

I beneficiari sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l'effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili.

Per gli investimenti di cui ai precedenti punti 1) e 2):

- deve essere prodotta una perizia tecnica rilasciata da un ingegnere/perito industriale o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi di cui agli allegati A e B, L. 232/2016 e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura;

- l’onere documentale può essere assolto tramite una dichiarazione resa dal legale rappresentante per i beni di costo unitario non superiore a € 300.000. Il credito d’imposta non si applica agli investimenti:

- in beni diversi da quelli di cui agli all. A e B, L. 232/2016, effettuati tra l’1/01 e il 30/06/2020, per i quali, entro la data del 31/12/2019, il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione; resta in tal caso fermo il c.d. super ammortamento;

- in beni inclusi negli all. A e B alla L. 232/2016, effettuati tra l’1/01 e il 31/12/2020, per i quali, entro la data del 31/12/2019, il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione; resta in tal caso fermo il c.d. iper ammortamento e l’ulteriore maggiorazione del 40% dei costi, per alcune tipologie di beni, prorogate con L. 145/2018.

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